Rendita catastale: che cos'è e come incide su IMU e imposta di registro
Come si forma la rendita catastale, come si ricava il valore catastale e quali moltiplicatori si applicano per IMU e acquisti con il sistema del prezzo-valore.
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La rendita catastale è il reddito medio ordinario che un'unità immobiliare urbana è in grado di produrre, determinato dal catasto secondo criteri uniformi. Non corrisponde al canone effettivamente percepito né al valore di mercato: è un valore convenzionale, usato come base per il calcolo di numerosi tributi.
Come si determina
Per le unità dei gruppi ordinari A, B e C la rendita si ottiene moltiplicando la consistenza dell'unità per la tariffa d'estimo stabilita per la sua categoria e classe nella zona censuaria in cui si trova. La consistenza è espressa in vani per il gruppo A, in metri cubi per il gruppo B e in metri quadrati per il gruppo C.
Per le unità dei gruppi D ed E, a destinazione speciale o particolare, la rendita è invece determinata con stima diretta, caso per caso.
Per i terreni non si parla di rendita ma di reddito dominicale e reddito agrario, determinati in base alla qualità di coltura, alla classe e alla superficie.
La rendita è riportata nella visura catastale, nella sezione dei dati di classamento. Il significato delle categorie è illustrato nella guida alle categorie catastali.
Dal reddito al valore catastale
Per la maggior parte dei tributi la rendita non si utilizza tal quale, ma viene rivalutata del 5% e moltiplicata per un coefficiente che varia secondo il tributo e la categoria. Il risultato è il valore catastale dell'immobile.
Valore catastale = rendita × 1,05 × moltiplicatore
Base imponibile IMU
Per l'IMU, la legge 27 dicembre 2019, n. 160 (articolo 1, comma 745) stabilisce i seguenti moltiplicatori, da applicare alla rendita rivalutata del 5%:
| Moltiplicatore | Categorie |
|---|---|
| 160 | Gruppo A, escluso A/10, e categorie C/2, C/6 e C/7 |
| 140 | Gruppo B e categorie C/3, C/4 e C/5 |
| 80 | Categorie A/10 e D/5 |
| 65 | Gruppo D, escluso D/5 |
| 55 | Categoria C/1 |
Sulla base imponibile così ottenuta si applica l'aliquota deliberata dal comune. L'abitazione principale è esente, salvo che appartenga alle categorie A/1, A/8 o A/9.
Esempio. Per un'abitazione in categoria A/2 con rendita di 800 euro, la base imponibile IMU è pari a 800 × 1,05 × 160 = 134.400 euro.
Acquisti con il sistema del prezzo-valore
Nelle cessioni di abitazioni e relative pertinenze a favore di persone fisiche che non agiscono nell'esercizio di attività commerciali o professionali, l'acquirente può chiedere al notaio che l'imposta di registro sia calcolata sul valore catastale anziché sul prezzo pattuito (articolo 1, comma 497, della legge 23 dicembre 2005, n. 266). In questo caso la rendita, rivalutata del 5%, si moltiplica per:
- 110 se l'acquisto avviene con le agevolazioni prima casa;
- 120 negli altri casi.
Esempio. Per la stessa abitazione con rendita di 800 euro, acquistata con le agevolazioni prima casa, il valore su cui calcolare l'imposta di registro è pari a 800 × 1,05 × 110 = 92.400 euro.
Quando la rendita cambia
La rendita può essere modificata a seguito di una dichiarazione di variazione presentata da un tecnico abilitato, ad esempio dopo una ristrutturazione, un frazionamento o un cambio di destinazione, oppure a seguito di un accertamento o di una revisione d'ufficio. Le rendite precedenti e la data delle variazioni sono riportate nella visura storica.
Le indicazioni di questa pagina hanno carattere generale e informativo, sono aggiornate a ottobre 2026 e non sostituiscono la consulenza di un professionista. Aliquote, esenzioni e agevolazioni dipendono dalla normativa vigente e dalle delibere comunali.